Mastoplastica additiva

Cosa è la mastoplastica additiva?

Il seno rappresenta una delle principali espressioni di femminilità nella donna, e quindi la mastoplastica additiva è oggigiorno uno fra gli interventi di chirurgia plastica estetica più richiesti. L’ipoplasia mammaria (seno piccolo) può portare problematiche psicologiche nelle relazioni sociali, e rappresenta la principale indicazione estetica a questa procedura. Altre indicazioni alla mastoplastica sono rappresentate dalle anomalie di sviluppo (come la Sindrome di Poland, cioè un ridotto sviluppo di un lato del torace e della mammella), o le marcate asimmetrie delle mammelle, oppure infine la malformazione tuberosa del seno (cioè una forma conica allungata). Un altro grande gruppo di potenziali candidate all’intervento sono tutte quelle donne il cui seno abbia perduto il tono ed il turgore dei venti anni, per esempio dopo un allattamento o dopo un dimagrimento.

L’aumento del seno può essere eseguito già al termine dello sviluppo ma viene eseguito solo in pazienti maggiorenni, che abbiano già acquisito una completa e matura conoscenza del proprio corpo. L’intervento prevede l’inserimento nello spazio sottoghiandolare o sottomuscolare di una protesi di materiale biocompatibile (in genere gel di silicone), non pericoloso per la salute, ben tollerato e che permette la diagnosi clinica o radiologica di qualsiasi patologia della mammella.

Quali sono le differenze tra le protesi?

Le protesi attuali presentano alcune caratteristiche che le rendono sicure e durature, come una superficie esterna di rivestimento microrugosa e non più liscia, con una netta diminuizione della possibilità di sviluppare la contrattura capsulare (intorno ad ogni impianto si forma una fine capsula fibrosa che quando diventa eccessiva può dar luogo a indurimento del seno), una pressoché totale impossibilità di fuoriuscita del silicone liquido, o la possibilità di poter disporre di diverse forme, come le protesi cosiddette anatomiche, che meglio riproducono le linee naturali del seno avendo un aspetto a goccia. È bene sottolineare che non esiste una protesi migliore in senso assoluto. La scelta della protesi viene dunque eseguita in base al desiderio della paziente, ma anche alla sua altezza, al volume del seno preesistente, alla sua consistenza, al torace, alla muscolatura. Con la giusta scelta del tipo di protesi ed una adeguata tecnica chirurgica si possono ottenere dei risultati ottimi e della massima naturalezza, senza interferenza in una possibile lattazione né disturbi alla sensibilità del capezzolo. È necessario infine ricordare che le protesi non sono pericolose, non causano tumori, non aumentano l’incidenza di tumori e consentono i normali controlli preventivi delle patologie mammarie.

Intervento di mastoplastica additiva

Le protesi possono essere collocate sotto la ghiandola mammaria fra questa e il muscolo grande pettorale (sottoghiandolare), oppure sotto lo stesso muscolo (sottomuscolare), o in certi casi in un doppio piano sia sottomuscolare che sottoghiandolare. L’incisione può essere posta a livello del solco sottomammario o sul contorno dell’areola del capezzolo, in base alle caratteristiche anatomiche di ogni mammella, dalle dimensioni e dal tipo di protesi.

La collocazione sottomuscolare dell’impianto è di solito la scelta preferita poiché la protesi risulta così ben coperta dal muscolo grande pettorale, appare meno evidente, morbida e con contorni naturalmente sfumati, oltre a diminuire la possibilità di dare capsula. La durata delle protesi nel tempo è di molti anni ma non infinita. Normalmente si consigliano controlli costanti e la loro sostituzione dopo 10-15 anni.

In fase preoperatoria è importante un accurato studio diagnostico (ecografico e radiologico) della mammella. L’intervento chirurgico si esegue in anestesia generale, ed è della durata di due ore circa, in day surgery o con un ricovero di una giornata. Al termine
vengono inseriti (in alcuni casi non è necessario) dei drenaggi aspirativi che comunque vengono rimossi dopo 24-48 ore. Nei primi giorni postoperatori potreste avere un po’ di dolore, di solito ben controllato dai comuni antidolorifici, ed un certo gonfiore che scomparirà progressivamente. Per circa un mese dopo l’intervento si consiglia un reggiseno contenitivo, ma le normali attività quotidiane possono essere riprese già dopo qualche giorno. Per l’attività sportiva si consiglia di attendere almeno un mese Non è opportuno esporre al sole le cicatrici per circa sei mesi se non utilizzando creme a filtro totale.

Effetti di mastoplastica additiva

Come per ogni intervento chirurgico, si possono avere delle possibili complicanze. La complicanza specifica più comune (ma in valore assoluto comunque non frequente) è la cosiddetta formazione di “capsula”. Le protesi rappresentano di fatto un corpo estraneo introdotto nell’organismo, al quale i tessuti reagiscono con una normale reazione di isolamento, tramite la produzione di tessuto fibroso, che isola il corpo estraneo. Talvolta, tuttavia, la reazione può essere molto importante e la protesi viene incapsulata in maniera maggiore. A ciò può conseguire un aspetto estetico insoddisfacente, qualche volta accompagnato da una vera e propria contrattura capsulare, che si manifesta con durezza al tatto e dolorabilità. In tali casi possono essere talvolta sufficienti dei massaggi, ma in alcune situazioni può essere necessario provvedere ad un intervento di allargamento della tasca dove alloggia la protesi, rimozione della capsula (capsulotomia o capsulectomia), e sostituzione della protesi. Un’altra possibile, ma rara, complicanza specifica è quella legata allo spostamento e conseguente mal posizionamento delle protesi con conseguente risultato estetico a volte insoddisfacente.

Foto seno dopo mastoplastica additiva
Foto seno dopo mastoplastica additiva
Foto intervento mastoplastica additiva
Foto seno dopo mastoplastica additiva

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