Peeling chimici

Cosa sono i peeling chimici?

Il peeling chimico (dall’inglese to peel = spellare) consiste nella rimozione controllata dei differenti strati cutanei ottenuta mediante l’applicazione sulla pelle dell’area da trattare di diversi tipi di sostanze chimiche (acido salicilico, acido retinoico, acido tricloroacetico, resorcina, fenolo, etc) in grado di scindere i legami che tengono unite le cellule. Attraverso i peeling è possibile ottenere, tramite il rinnovamento delle varie componenti, una cute rimodellata, ringiovanita e migliorata.

In base alla potenza dell’agente chimico utilizzato possiamo ottenere un peeling superficiale (limitato al distacco delle cellule morte dello strato corneo), medio (con rimozione anche delle cellule vitali dell’epidermide), o profondo (il peeling arriva fino al derma).

Peeling superficiali

I peeling superficiali, attraverso la rimozione dello strato corneo, rendono immediatamente più luminosa la superficie cutanea, che acquisisce anche una maggior levigatezza ed una consistenza più elastica. Si tratta in questo caso di procedure ad azione superficiale (strato corneo ed epidermide superficiale) che impegnano poco nel post-peeling. Possono essere ripetuti ogni 15-30 giorni in alcune forme di acne attiva, e nel fotoinvecchiamento di grado leggero, ad integrazione di idonee terapie a domicilio, di una dermocosmesi personalizzata e di altre metodiche ambulatoriali.

Peeling medi

I peeling medi sono in grado di agire non solo sull’epidermide e lo strato corneo, ma anche sul derma superficiale determinando un significativo rimodellamento architetturale della struttura cutanea e la possibile eliminazione di lesioni quali alcune cheratosi, normalizzando la irregolare distribuzione del pigmento melaninico, e migliorando significativamente la fine rugosità, con risultati di lunga durata . Il postoperatorio in questo caso è un più impegnativo e il periodo di guarigione richiede 7-10 giorni.

Peeling profondi

I peeling profondi sono in grado di agire in profondità producendo effetti di rimodellamento sul derma difficilmente ottenibili anche con le più moderne tecniche laser. Agiscono in modo importante sulla rugosità media e profonda, con effetti radicali e permanenti, ma si tratta di procedure aggressive che, a fronte di risultati ottimi, sottopongono il paziente ad un maggior disagio, richiedono tempi di guarigione più lunghi e sono gravati da un numero maggiore di complicanze, e sono quindi riservati a situazioni di invecchiamento cutaneo importanti. Inoltre, solo alcuni tipi di pelle possono sottoporsi a questo tipo di procedura, che viene effettuata in sala operatoria.

Effetti dei peeling chimici

L’obiettivo dei peeling è dunque, in generale, quello di determinare un miglioramento funzionale ed estetico della cute e creare evidenti cambiamenti attraverso più meccanismi d’azione, quali la stimolazione del ricambio cellulare attraverso la rimozione delle cellule morte dello strato corneo, l’eliminazione delle cellule epidermiche danneggiate e degenerate, che vengono rimpiazzate da cellule epidermiche normali con miglioramento di lesioni come le cheratosi e le pigmentazioni, e la reazione infiammatoria di guarigione con attivazione con attivazione della produzione di nuove fibre di collagene e tessuto connettivo (rivitalizzazione del derma).

Il peeling ha come principale area di applicazione il viso, ma può essere utilizzato anche su collo, decolleté, mani e tutte le aree corporee ove se ne desideri l’effetto.

Dopo un peeling i tessuti rimossi vengono rigenerati e si assiste ad un ripristino dell’integrità cutanea. Oltre ad una pelle più levigata, uniforme, luminosa, ristrutturata nella sua architettura cellulare, si ottiene anche un miglioramento dei suoi parametri fondamentali, come il pH e l’idratazione. I benefici dei peeling sono transitori e quindi è necessario ripetere periodicamente la procedura per rendere duraturi i miglioramenti.

In molti casi, anziché sottoporsi a procedure molto aggressive, è consigliabile eseguire varie sedute di peeling superficiali o di media profondità al fine di ottenere, attraverso un effetto cumulativo, risultati estetici eccellenti e duraturi senza rischi di effetti indesiderati.

Miglioramenti attraverso peeling chimici

Il miglioramento ottenibile attraverso un peeling riguarda il fotoinvecchiamento, la trama cutanea, le discromie e altre lesioni pigmentate, le rughe sottili, le lesioni acneiche e soprattutto gli esiti cicatriziali e le altre cicatrici superficiali. I peeling possono inoltre talvolta riuscire a modificare temporaneamente le dimensioni dei pori, migliorare la lassità cutanea e mascherare esteticamente le smagliature, ma non sono in grado di migliorare le rughe e le cicatrici profonde, la couperose o le pigmentazioni razziali.

Non è possibile preventivare in modo esatto l’entità di tali miglioramenti poiché gli aspetti quantitativi e qualitativi della risposta e la durata della terapia necessaria per ottenerla dipendono, come sempre in medicina, da molteplici fattori quali il tipo di compromissione iniziale e la sua gravità ed evolutività, l’eventuale presenza di altre condizioni morbose concomitanti, l’età, la reattività individuale, le condizioni ambientali, l’alimentazione e lo stile di vita.

I peeling chimici spesso si inseriscono in un contesto di terapia correttiva cutanea nel quale possono essere associati ad altre metodiche quali la biostimolazione, l’uso di riempitivi iniettabili o l’uso di laser e luci pulsate.

Sostanze dei peeling chimici

Le sostanze più utilizzate per ottenere un peeling sono l’acido glicolico, l’acido mandelico, l’acido retinoico, l’acido piruvico, l’acido salicilico, l’acido tricloroacetico, o varie combinazioni di questi (cosidetti peeling misti). Le varie sostanze possono essere usate anche in sequenza (cosiddetti peeling combinati). Sarà lo specialista che stabilirà, sulla base della diagnosi, il tipo di procedura più adeguata caso per caso.

Acido glicolico: è un composto presente in natura ed estratto dalla canna da zucchero. A basse concentrazioni viene usato come cosmetico con funzione levigante ed è quindi in grado di migliorare la luminosità della pelle. Ad alte concentrazioni (30-70%) provoca il distacco delle cellule e realizza un vero e proprio peeling. Viene applicato sulla pelle e lasciato agire qualche minuto, a seconda del tipo di indicazione, dopo di che viene neutralizzato. Il trattamento verrà ripetuto a distanza di 7-15 giorni per un numero di volte (3-10) sufficiente ad ottenere i risultati desiderati.

Acido mandelico: è un derivato dalle mandorle ed ha la caratteristica di agire rapidamente senza determinare bruciore o rossore, ed è quindi indicato per pelli sensibili e di colore. E’ inoltre una sostanza che non induce fotosensibilizzazione e quindi può essere usato con una certa sicurezza anche in estate. I trattamenti si eseguono ogni 15-30 giorni fino al raggiungimento degli effetti desiderati.

Acido retinoico: è la forma attiva della vitamina A ed ha sulla pelle una azione quasi di tipo ormonale, in quanto nelle cellule sono presenti specifici recettori per questa sostanza, che è in grado di attivare la proliferazione cellulare di tutte le componenti della pelle, con conseguente miglioramento della stessa e aumento della vascolarizzazione e del tono. Il peeling si esegue in ambulatorio applicando la pasta di acido retinoico (di colore giallo) e lasciandola agire per circa 40-60 minuti. Il grande vantaggio di questa formulazione è che la profondità del peeling (da superficiale a profondo) può essere modulata in base al numero di riapplicazioni della pasta. Conseguentemente saranno diversi i modi ed i tempi di guarigione (da una leggera esfoliazione della durata di qualche giorno ad un vero e proprio ricambio della pelle con tempi di guarigione maggiori)

Acido piruvico: questa sostanza ha la caratteristica di penetrare facilmente nelle aree ricche di lipidi, ed è quindi particolarmente indicata per penetrare nel follicolo pilo-sebaceo, sede dell’acne. Ha inoltre una rapida azione desquamante a livello epidermico e anche qualità antimicrobiche, che lo rendono utilizzabile dunque anche sull’acne in fase attiva. I trattamenti vengono eseguiti a distanza di 30-45 giorni l’uno dall’altro.

Acido salicilico: sostanza vegetale che ha delle analogie chimiche con la molecola dell’aspirina, dotata di azione superficiale molto potente, con desquamazione importante dello strato corneo e stimolazione intensa dell’epidermide. E’ inoltre dotato di proprietà antimicrobiche e quindi indicato anche nell’acne in fase attiva. Il peeling si esegue ogni 30-45 giorni, ma non è consigliabile a chi soffre di allergia all’aspirina.

Acido tricloroacetico: questo acido agisce chimicamente sulle cellule della superficie cutanea e, in base alla sua concentrazione, può determinare peeling medi o medio-profondi, con eliminazione dell’epidermide e stimolazione del derma. Poiché la sua azione è potente, è in grado di determinare una completa desquamazione dell’epidermide, con successiva riepitelizzazione; processo che può richiedere 7-15 giorni. In genere con questa sostanza si tende ad effettuare un singolo peeling importante piuttosto che una serie di trattamenti ripetuti.

Controindicazioni dei peeling chimici

Le controindicazioni al peeling sono rappresentate ovviamente dalle allergie accertate verso l’agente esfoliante. Inoltre la presenza di lesioni dermatologiche dell’area (come herpes, lesioni flogistiche, ferite, scottature solari, rasature aggressive, cerette irritanti etc) rappresenta un buon motivo per rimandare il trattamento. Anche le pelli molto scure o di razza asiatica e africana possono rappresentare una controindicazione per la loro facilità a pigmentare.

In genere durante la seduta di peeling il paziente avverte una sensazione di bruciore di variabile intensità in base al tipo di agente utilizzato e alla sensibilità individuale. Successivamente al peeling compare una sensazione di calore, legata alla vasodilatazione locale.

Dopo il peeling possono evidenziarsi aree di arrossamento o disepitelizzazione che in qualche caso danno origine a piccole lesioni crostose per poi risolversi spontaneamente in qualche giorno. Sia pur raramente, queste lesioni possono assumere carattere di maggior gravità sino a presentare caratteristiche simili alle ustioni. Possono inoltre aversi reazioni irritative o infiammatorie locali, comunque sempre risolvibili in modo spontaneo o con opportuna terapia. E’ inoltre possibile, nei giorni successivi al peeling, la comparsa di piccole lesioni reattive della pelle, quali piccole pustole, grani di milio, o lievi dermatiti. Gli acidi possono favorire un aumento dell’evaporazione dell’acqua accentuando la sensazione di secchezza cutanea tipica dei primi giorni dopo il trattamento.

Effetti collaterali dei peeling chimici

I possibili effetti collaterali sono rappresentati da un arrossamento persistente (che si protrae per settimane, soprattutto dopo i peeling aggressivi), dalle iperpigmentazioni (possibili in caso di inadeguata foto-protezione nei giorni post-trattamento), o da esiti cicatriziali (del tutto eccezionali). In genere, tutti i possibili effetti collaterali tendono a risolversi spontaneamente con il tempo.

La risposta cutanea al peeling è migliore e gli effetti collaterali più rari e meno rilevanti se la pelle è stata preparata prima del trattamento, previo check up cutaneo, ed utilizzo di cosmetici e farmaci adeguati in grado di condizionare una risposta uniforme e controllata al trattamento. Ugualmente è importante, nei giorni successivi al trattamento evitare al massimo l’applicazione di ogni genere di prodotti sulla cute e limitarsi all’uso di creme idratanti non profumate, evitare l’esposizione al sole ed alle lampade abbronzanti ed applicare uno schermo solare, non usare prodotti abrasivi, a base alcoolica, non grattare o strofinare la pelle, non asportare manualmente la pelle morta o le eventuali crosticine presenti, ed evitare l’uso del trucco.

Foto peeling chimici
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Foto peeling chimici
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