Trattamento della cellulite

Cosa è la cellulite?

La cosiddetta cellulite è una situazione clinica caratterizzata dalla presenza di irregolarità cutanee della superficie delle cosce dovuta ad un ispessimento fibroso della trama connettivale sottocutanea del tessuto adiposo (lipodistrofia o panniculopatia). Da un punto di vista clinico non rappresenta una vera e propria problematica medica ma negli anni ha assunto una connotazione sociologica ed estetica importantissima e viene oggi considerata uno dei maggiori inestetismi di un fisico femminile. E’ importante sottolineare che la cellulite non è una forma di sovrappeso, ma che da questo può essere peggiorata, sia perché nella donna l’eccesso adiposo si deposita nelle aree tipicamente colpite dalla cellulite, sia perché l’eccesso adiposo provoca un appesantimento generale del fisico e, in particolare, il rallentamento della circolazione sanguigna e linfatica. E’ dunque utile e prioritario a qualsiasi trattamento della cellulite raggiungere il peso forma con un adeguato regime alimentare e mantenerlo con una adeguata attività fisica.

Cellulite significa letteralmente in medicina “infiammazione delle cellule del connettivo sottocutaneo”. In realtà però la condizione nota comunemente con questo nome non è un processo infiammatorio ma rappresenta un insieme di situazioni cliniche non patologiche diverse fra loro. Il termine cellulite è però ormai entrato nell’uso comune anche scientifico a racchiudere varie situazioni cliniche che riconoscono cause diverse e richiedono pertanto trattamenti correttivi e terapeutici diversi. Talvolta poi i diversi quadri clinici possono presentarsi associati, ed è quindi importante, ai fini di una corretta diagnosi e terapia, distinguere in modo preciso le varie situazioni cliniche. La diagnosi è oggi possibile grazie a metodiche strumentali obiettive, non invasive, e ripetibili come l’ecografia, ed è per questo motivo che non ha alcun senso affrontare un trattamento senza una preventiva valutazione diagnostica.

Accentuazione del normale habitus femminile

E’ una situazione che si riscontra in soggetti di peso generalmente normale, senza particolari alterazioni di tipo circolatorio o metabolico, ma che presentano invece una costituzione scheletrica con accentuazione del diametro del bacino in confronto a quello del torace. Si tratta quindi di una condizione ereditaria familiare non patologica, espressione di una disarmonia della figura, non accettata dai canoni estetici della moda di oggi. In questo caso risulta ovviamente impossibile modificare la conformazione scheletrica del soggetto; se però si provvede ad un corretto sviluppo della muscolatura della porzione superiore del tronco si riesce ad ottenere una parziale riarmonizzazione della silhouette.

Adiposità localizzata

Il tessuto adiposo rappresenta una presenza normale nel nostro corpo, dove svolge un ruolo di riserva energetica. La presenza di tessuto adiposo nel sottocute ha anche il ruolo di cuscinetto fra la struttura scheletrico-muscolare e la cute: in questo caso il suo ruolo può anche essere di natura estetica, in quanto capace di attenuare le salienze ossee e le sporgenze muscolari. Di norma il cuscinetto adiposo sottocutaneo della regione esterna delle cosce di una donna magra è compreso fra 7 e 12 mm. In alcune aree corporee però il tessuto adiposo può risultare in eccesso (fino a diversi cm) ed essere resistente alla dietoterapia, perché costituito da cellule a bassa densità di recettori lipolitici, ma assolutamente normali per quanto riguarda la loro funzione. Qualora in condizioni di normopeso si abbia una adiposità localizzata, il grasso in eccesso dovrà essere trattato chirurgicamente con la liposcultura, oppure, non chirurgicamente, con la introduzione per via sottocutanea locale di principi attivi in grado di distruggere direttamente le cellule adipose (intralipoterapia), oppure con gli ultrasuoni, i quali hanno la capacità di rompere le membrane cellulari delle cellule adipose.

Ipotonia dei muscoli glutei

Il muscolo gluteo, se non viene stimolato dall’attività fisica, tende a diminuire il proprio volume e a cadere per gravità trascinando con sé i tessuti sottostanti (porzione posteriore della coscia), che si sposteranno lateralmente originando un apparente accumulo di tessuto. In questo caso, il trattamento prevede la riarmonizzazione anatomica del muscolo con ginnastica e elettrostimolazione muscolare selettiva, capaci di ridare tono al muscolo che, riacquistando la sua originaria posizione, porterà con sé l’eccesso di volume laterale. Una integrazione alimentare a base di aminoacidi ramificati renderà più agevole il recupero del tono muscolare e, quindi, della gradevolezza estetica dei glutei.

Ritenzione idrica

La ritenzione idrica, o idropessia, è una situazione che si può verificare in alcune donne, soprattutto per cause di natura ormonale o alimentare. Gli scambi di liquidi fra i vasi sanguigni ed i tessuti sono molto attivi e complessi e quindi è facile capire come anche una piccola alterazione possa rompere questo equilibrio dando in tal modo origine ad un edema, cioè ad un rigonfiamento del tessuto. L’edema può accentuarsi e diventare cronico per effetto di una vita sedentaria e della stazione eretta prolungata. Occorre allora intervenire con un programma alimentare che riduca l’introito di sale con la dieta, corregga le eventuali alterazioni ormonali presenti e porti all’eliminazione del ristagno idrico degli arti inferiori tramite l’introduzione per via generale e per via intra- ed ipodermica di farmaci (mesoterapia) in grado di riattivare le capacità microcircolatorie alterate, e tramite sedute di linfodrenaggio e/o pressoterapia. Contrariamente alla credenza popolare la ritenzione idrica non è una caratteristica frequente della cellulite.

Pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica

Si tratta di una situazione (è la vera e propria cellulite) che si sviluppa per una serie di fattori predisponenti di base, essenzialmente anatomici, per le peculiari caratteristiche architettoniche del sottocutaneo della donna, e per alcuni fattori scatenanti ed aggravanti, di tipo essenzialmente ormonale, ma anche posturale, circolatorio ed alimentare, con una vera e propria sofferenza dei tessuti sottocutanei. Nelle sue fasi avanzate si arriva alla formazione di tessuto fibroso e sclerotico che si manifesta, sulla superficie cutanea, con depressioni e ondulazioni che conferiscono alla cute l’aspetto ondulato tipico di questa situazione (pelle “a materasso” o “a buccia d’arancia”). E’ evidente da quanto detto che occorre poter diagnosticare la pannicolopatia nelle sue fasi iniziali. Dal punto di vista clinico questo può essere difficile, però la storia sanitaria della paziente e della sua famiglia, e gli esami diagnostici possono aiutare il medico nel formulare una precisa diagnosi. La diagnosi è dunque il momento fondamentale per l’inquadramento terapeutico e si effettua attraverso la valutazione ecografica. Il trattamento è complesso e, considerato che i due fattori determinanti maggiori (la predisposizione anatomica e gli ormoni) non sono modificabili, prevede la correzione dei fattori scatenanti correggibili, l’attivazione della circolazione veno-linfatica e capillare degli arti inferiori, la riduzione del volume dei liquidi che ristagnano nei tessuti con drenaggio linfatico manuale o pneumatico (pressoterapia), l’aumento della resistenza delle pareti dei microvasi e dei linfatici mediante farmaci introdotti per via intra o ipodermica (mesoterapia), la riduzione dell’eventuale eccesso adiposo tramite l’introduzione per via sottocutanea di principi attivi attivi sul grasso (intralipoterapia), il micro-massaggio cutaneo e connettivale in aspirazione (Endermologie). Nelle fasi più avanzate, ove la fibrosi sia importante e le retrazioni cutanee evidenti, può essere utile un piccolo intervento di mini-chirurgia dermatologica denominato subcision, anche in associazione a tecniche invasive come la laser lipolisi.

Trattamento della cellulite

Il trattamento della cellulite è dunque complesso e prevede, sia dal punto di vista funzionale che estetico, una serie di metodiche integrate, che spesso permettono un miglioramento dell’aspetto estetico, ma richiedono una costante applicazione per non perdere i benefici acquisiti.

Trattamenti inutili della cellulite

Le creme anticellulite: nessuna crema massaggiata sulla pelle può raggiungere la zona della cellulite che è profonda, né può agire modificando l’anatomia del sottocute. Non esistono lavori scientifici che dimostrino una efficacia clinica duratura di alcuna preparazione in crema.

La dieta drastica: sebbene il mantenimento del peso forma aiuti, dimagrire oltre il peso forma è dannoso, non fa diminuire la cellulite anzi la mette in maggior evidenza, e crea sbilanciamenti estetici con altri distretti corporei.

La liposuzione: la tecnica chirurgica di liposuzione è un intervento utile esclusivamente in quei casi di adiposità localizzata in eccesso in pazienti normopeso, non è un metodo di dimagrimento e non modifica in alcuna misura l’aspetto della cellulite, anzi talvolta lo può peggiorare.

I trattamenti estetici: Molti trattamenti anticellulite hanno una finalità puramente temporanea, e, a fronte di qualche beneficio immediato, anche di tipo psicologico, che certi trattamenti indubbiamente offrono, comportano una necessità di essere mantenuti in essere a tempo indefinito.

La pillola anticoncezionale: La pillola aumenta il tasso ormonale ed in genere aumenta l’aspetto della cellulite nei soggetti predisposti. Qualsiasi trattamento anticellulite prevede immediatamente la sospensione della pillola.

Foto trattamento della cellulite
Foto trattamento della cellulite
Foto trattamento della cellulite
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